Di ricordo.

Emergono dalla sabbia, a volte le porta il mare, lascia che si intravedano tra il suo pizzo di spuma semitrasparente e quando l’onda si ritira, sulla battigia rimangono scie lievi, piccole strade, solchi verso l’acqua. Sono conchiglie. Piccole, bianche, lucide. Alcune hanno un forellino: rotondo e preciso come se fossero state lavorate dal minuscolo trapano…

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Cosa sai di me?

C’è un profumo un po’ dolciastro, come di qualche frutto, che sento spesso nell’aria. Mi fa impazzire. Perché è buono e non so cos’è, non l’ho ancora capito. E’ qualche cosa che appartiene all’estate eppure circola ancora nei pomeriggi di settembre, tra le strade della Brianza. Sta nel mio cervello assieme a tutti gli altri…

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La prima volta.

Credo che la scrittura assomigli molto all’istinto di sopravvivenza. E’ cercare costantemente di poter dare un significato a quello che viviamo. Una ricerca quasi ossessiva, uno scavare a mani nude nella dura terra per sconfiggere la superficie. E’ difficile perché le parole giuste per le emozioni sono come piccoli diamanti, a volte sfuggono persino al…

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Vita in salita.

C’è un rituale nelle salite dove passa il ciclismo che si ripete ogni volta, come una quotidianità ritrovata tra amici che si vedono dopo un po’ di tempo e capiscono che sono sempre gli stessi, si vogliono bene ancora come prima e continueranno a volersene. Oropa, nel silenzio di un sabato mattina, si prepara al…

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