I love you

Torino non l’ho mai vista. Ora luccica laggiù nel sole di mezzogiorno: il fiume tranquillo e la Mole per metà nella leggera foschia. Senza quella nebbiolina azzurra, forse, si vedrebbe l’infinito. Quassù c’è odore di terra, di sottobosco. Tutt’attorno a Superga c’è una stradina che abbraccia la collina. Il fianco ferito dall’aereo schiantato. L’aria è…

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Ich Liebe Dich.

Pioggia. Continua a piovere verso Sanremo, a tratti le poche macchine sull’Autostrada dei Fiori sollevano un’onda dall’asfalto e poi corrono via. Tutta diritta o quasi, fino alla Riviera. A Milano sembrava di stare in Belgio: una ordinaria mattina nuvolosa e tesa. Facce contratte, pochissimi sorrisi di rito e una pioggerellina continua, di quelle che dà…

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Da spezzare il fiato.

Emozioni è una parola che mi piace sempre meno. Svalutata, svilita, scambiata, maltrattata. Forse è davvero sempre più difficile scrivere senza scivolare nel tremendo pantano dell’enfasi inutile. Eppure il ciclismo ha bisogno di tenere una specie di diario di bordo, di quelli scritti senza troppe correzioni, con le macchie d’inchiostro sui punti perché ci si…

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Go Dani.

Dani, per i suoi compagni, per la squadra, per gli amici. E’ breve, è facile, anche da gridare in corsa, in cima ad una salita. Lui è Daniel Teklehaimanot. L’ho visto spesso in fuga o in azioni solitarie: i riccioli nascosti sotto il casco, il volto scuro, lucido di sudore e le gambe magre, da…

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