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L’Izoard è brullo e grigio e imponente, sulle vette spoglie dei versanti ci sono le ombre delle nuvole che si muovono come spiriti. L’ombra e il sole. Confini netti, di qua e al di là, come un paradiso nell’inferno. Ci cresce il dolore, è il rito sciamanico della montagna. Confini netti, come spezza il ciclismo. Le gambe, la voce, il cuore.

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Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

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