La mattina ha i colori di certe mattine d’inverno dopo il gelo, le montagne rosate in lontananza e striate appena di neve sul cielo di anice pastello figlio di una notte troppo cruda. C’è il sole. Alla radio parlano di Chris Cornell, sua moglie ha messo un video su Facebook per ricordare tutto quello che facevano, le loro tradizioni di Natale, stare tutti insieme, sciare, fare snowboard, viaggiare. Viaggiare molto.
Le feste in famiglia, cos’altro.
Anche se in fondo la famiglia è uno strano concetto e stamattina vorrei solo avere con me tutti quelli che in questo anno intero sono stati capaci di regalarmi un po’ di loro stessi senza maschere di nessun genere. Forse non sono molti ma ognuno di loro ha provocato il mio risveglio. Di nuovo, non lo si è mai abbastanza, no. Vorrei guardarli tutti negli occhi, dirgli grazie, che per una volta vorrei fare un viaggio tutti ma proprio tutti insieme e stare bene.

foto ciclocross della vigilia lurago

foto ciclocross della vigilia lurago

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I campi sono gialli, costellati qua e là della neve brillante e ghiacciata che ancora non se ne è andata via, fa quasi caldo, non c’è fango. Le mamme urlano come pazze correndo qua e là per il circuito, c’è odore di griglia, di bruciato, di fuoco d’inverno e le biciclette sono, a turno, immobili dentro la tempesta bianca del getto della canna. Nuvole contro la luce della Vigilia. Risalendo la collina vedo due ragazzini seduti a guardare la corsa, uno di loro sembra Wout Van Aert, gli stessi capelli, i colpi di sole, il profilo forse. Una cazzo di visione. Visioni, visioni, visioni.
foto ciclocross della vigilia lurago

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Guardo il circuito brullo, i campi con le stoppie secche: a pensarci questo è stato il mio primo ciclocross in assoluto, per caso, quasi senza voglia, senza amore di sicuro. Ma le cose cambiano, improvvisamente o con il tempo, capisci il senso.
I bambini si arrampicano a caso sulla collina, stanno a carponi sulla terra come un gioco, come fanno loro con le bici in spalla, scrutano come indiani dall’alto, dicono agli altri chi guardare e chi tifare, si rotolano al sole come gattini. Le fettucce luccicano bianche come bandiere, sventolano appena nell’aria del pomeriggio, i ragazzi corrono tra l’ombra e la luce, un teatro drammatico come è questa disciplina, dura e dolce, un raggio di sole e un cono d’ombra nella sacralità di un giorno qualunque.

foto ciclocross della vigilia lurago

foto ciclocross della vigilia luragodavide martinelli foto ciclocross della vigilia lurago

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nadir colledani foto ciclocross della vigilia lurago

foto ciclocross della vigilia lurago

 

Il sole è rosso come la polpa di un’arancia succosa, incendia il cielo, disegna netti i contorni neri dei campanili, le sagome dei paesi come presepi, le strade deserte e malinconiche nel cuore della Brianza, una delle mie preferite per tornare a casa, dove le luci brillano piano fino all’orizzonte.
Una visione di quanto è grande e immensa la meraviglia delle cose delle notti presenti, passate e future, di tutte le altre notti che verranno.
Per un secondo, ecco la magia.

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Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

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