Le mucche pascolano tranquille da una parte e dall’altra della strada insieme al fieno dorato di giugno e con le montagne azzurrine sullo sfondo. C’è una luce in ogni luogo ed è forse quella che ti induce a sapere di amarlo oppure no. Questa per esempio mi ricorda le giornate sul lago, anche se qui specchi d’acqua non ce ne sono. Eppure esiste sempre qualcosa che lascia il suo respiro su di noi anche quando non c’è. Non so come si chiama esattamente. 

Chiavenna è un posto assurdo, c’è tutto quello che non ti aspetti. Un milione di piccoli crotti abbarbicati sulla roccia, una casa che si affaccia dal bosco come in una fiaba e un ponte a strapiombo che collega due anelli di un parco che si chiama Paradiso. Sembra di camminare in un giardino perenne. Uno di quelli che i nobili si tenevano per gareggiare tra di loro, piantando specie provenienti dal Giappone e dall’India, per fare passeggiate nei giorni di primavera e leggere libri circondati dall’odore del Bosso.


Mi piace il Giro Under 23 perchè è come andare in vacanza e ho solo ricordi belli, momenti in cui non pensi a niente, non hai scadenze, non hai persone che ti dicono continuamente: dove vai, cosa stai facendo. Quando arriva la volata ci saranno trenta gradi e nemmeno un filo di vento. Il vincitore si pialla a terra, versandosi addosso una bottiglia intera d’acqua. Adesso lo sforzo risale per la gola, come fa spesso quando al corpo chiedi troppo e lui ti accontenta però poi te la fa pagare. Ma adesso si può sopportare, adesso passa. Ricomincia a respirare, i suoi compagni gli sono attorno. Dietro di lui c’è una Vespa nera dalla lamiera rovente. L’estate italiana, puoi odiarla quanto vuoi ma alla fine è lei che ti salva. 

La maglia rosa ha gli occhi che luccicano – in un modo che ho già visto su un altro viso, tempo fa – e corre per quella che era la squadra di Sean. Sono cinque anni che lui non c’è più ma ancora pensi che il suo sorriso possa comparire da qualche parte, qua in mezzo alla folla. Ero solo una ragazzina con un sacco di velleità quando gli avevo chiesto di poter fare un’intervista al suo corridore e lui mi aveva detto di sì. Era un pioniere, uno di quelli che già sapeva che il rapporto tra tifosi e squadra era un valore da preservare, da coltivare. Rispondeva a tutti, sorrideva a tutti, anche se – lo sappiamo bene – se fai questo lavoro ti viene un po’ da mandare a fare in culo ogni persona che incontri.
Non sono brava a contare ma so quante sono le persone che mi hanno dato fiducia nella vita: Sean è stato una di quelle. Anche solo per un momento, è bastato. Un giorno semini un albero e lui cresce indisturbato per secoli. Così per questi ragazzi c’è stato qualcuno che ha dato spazio ai loro sogni e non ai propri, che ha sacrificato persino le sue notti affinché potessero essere qui, a lottare per ciò che amano. Così, per ogni grande campione c’è qualcuno che ha saputo mettersi da parte e lasciare che la sua stella brillasse per conto proprio. Dietro le quinte si può ascoltare meglio che sul palcoscenico. 

Scrivo e la sera si scioglie in lunghe onde di nuvole rosate contro il cielo mentre nelle cuffie ho di nuovo “Wearing the Inside Out” in loop. Per la prima volta dopo tanto tempo mi incanto per un minuto intero a guardare un corvo che indugia a tornare verso il bosco. 
Ancora il respiro di chi se ne è andato è qui, sotto forma di luce prima della notte, di una volata all’ultimo metro, di uno scatto quando sembra tutto perduto.
Le cose buone hanno il potere di restare per sempre. 
Ovunque, restano.

La Camptotheca acuminata è una pianta rara che si trova nei maggiori orti botanici ed appartiene alla famiglia delle Nyssaceae. I cinesi lo chiamano "albero della vita" o "albero felice". Nelle sue foglie si annida un alcaloide pentaciclico in grado di bloccare la proliferazione disordinata cellulare. 
Posted by:Miriam

Nata in Brianza, nella calda notte del 30 luglio 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013, "La menta e il fiume" nel 2015 e "Come un rock" nel 2019. Mi piacciono i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

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