Ventotto anni, nato a Bassano del Grappa praticamente con gli sci ai piedi. Ciclista professionista dal 2011, da piccolo sognava di diventare un altro Alberto Tomba poi ha provato la bicicletta ed è stato subito amore. Una passione sfrenata per l’adrenalina delle discese e per il buon cibo, sogna di vincere la Milano-Sanremo ma intanto corre per un team svizzero e divide la stanza quasi sempre con un austriaco che parla veneto. Giusto per sentirsi come a casa.
Questo è Andrea Pasqualon in cinquanta domande.


50 domande | Andrea Pasqualon1) Prima di iniziare il Tour de Suisse hai postato una foto su Instagram dove aspetti, sorridente, di salire sul podio del GP Gippingen. E’ stato un momento che ti ha dato la carica?
L’essere sorridente e scherzoso è nel mio DNA, mi piace la gente che sorride e ho imparato a farlo pure io, anche dopo le sconfitte. Sicuramente il podio è stato una botta di morale per il Giro di Svizzera, una volta in corsa sfruttiamo ogni singola occasione per gioire.

2) Cos’è che ti piace delle gare svizzere?
Mi piace il calore della gente a bordo strada, il paesaggio stupendo che ogni giorno abbiamo negli occhi. Non parliamo poi di quando si passa sui grandi Passi Alpini: sembra di essere sulla Luna.

3) Il Tour de Romandie in tre parole?
Una gara emozionante, bella, disegnata bene e con tanti Big al via. Ma con un unico problema: le pessime condizioni climatiche, tanto freddo e tanta pioggia…

4) Il luogo più bello che hai visto durante le corse di questa stagione?
Il passaggio in cima al Passo Furka, a quota 2436, in mezzo a 2 muri di neve alti più di tre metri. Mi vengono ancora i brividi dal freddo [ride]

5) Cosa si prova ad attaccare in discesa?
Gli attacchi in discesa sono qualcosa di incredibilmente bello. Sapere domare il proprio mezzo e disegnare le traiettorie nel modo corretto non è da tutti. Io, dico la verità, ho avuto la fortuna di nascere sugli sci e questo mi ha aiutato tantissimo. Per questo posso dire di definirmi un abile discesista.

6) Da adolescente eri uno sciatore forte e competitivo, quando hai deciso di dedicarti completamente al ciclismo?
Ho deciso di dedicarmi completamente al ciclismo quando ho capito davvero le emozioni che regala questo fantastico sport. Se la bici la scopri nel modo giusto non riesci più a farne a meno. Provatela e poi mi direte voi che effetto vi fa!

7) Quando hai infilato per la prima volta gli sci?
All’età di tre anni.

8) E qual è il tuo primo ricordo in bicicletta?
La prima volta che sono andato senza rotelle. Ero davanti casa, su una discesa e tutto un tratto mi sono lanciato senza cadere. Mi ricordo ancora la bici: era una BMX rossa e gialla.

9) C’è una cosa che hai imparato da sciatore e che ora ti serve da ciclista?
Come ho già detto,  l’abilità nel disegnare le traiettorie in discesa.

10) Torni ancora sulle piste, d’inverno?
Assolutamente si. Le mie quattro o cinque sciate durante l’inverno non me le faccio mai mancare. È un modo anche per staccare dalla solita routine e in fondo non fa neppure male se fatto con intelligenza. E senza rischiare troppo!

11) Hai un posto speciale dove ricaricare le batterie dopo la stagione?
Mi piace andare in posti caldi con la mia fidanzata e prendermi un paio di settimane tutte per noi due. Il luogo lo decidiamo sempre all’ultimo perché ci piace così.

12) Di che cosa non potrebbe fare a meno un ciclista?
Del buon cibo. In modo da avere sempre la gamba pronta per salire in sella e pedalare.

13) L’ultima volta che sei stato immensamente felice?
Una settimana fa, proprio la sera del GP Gippingen: ho realizzato che il mio obiettivo era proprio quello di salire sul podio di una corsa importante. In fin dei conti non sono stato battuto da un pinco pallino ma da uno dei migliori sprinter al mondo.

14) L’ultima volta che ti sei arrabbiato con te stesso?
Durante la terza tappa di questo Giro Di Svizzera, quando mi sono staccato sull’ultimo GPM di giornata a cento metri dallo scollinamento. Eravamo rimasti una trentina, vedevo solo scalatori intorno a me e mi ero reso conto di essere il più veloce quel giorno.

15) Qual è la cosa più bella che il ciclismo ti ha insegnato?
Il saper rispettare il proprio avversario. E, se si vuole batterlo, il bello è proprio quello di riuscirci senza barare.

16) Cosa sognavi di diventare da bambino?
Un secondo Alberto Tomba.

17) Cosa ti ricordi della tua prima corsa?
Mi ricordo che non riuscivo a stare in gruppo. O davanti o dietro: non avevo esperienza, cosa che con il passare degli anni ho acquisito.

18) Che cosa ti piace più di tutto della bicicletta?
L’innovazione. Ogni anno si sale su un mezzo nuovo, sempre più performante. La differenza tra un telaio ed un altro, molte volte, è pazzesca!

19) Se potessi scegliere di rivivere una gara che hai corso in passato, quale sceglieresti?
Il trofeo Piva, Col San Martino una classica per dilettanti ma vinta davanti a  un certo Michael Matthews.

20) E quale invece sogni di vincere?
La Milano – Sanremo

21) Perché?
Perchè ha un certo fascino. Tanti corridori la possono vincere, è aperta un po’ a tutti, dai passisti ai velocisti, senza dimenticare i discesiti che, con i loro attacchi sulla discesa del Poggio, fanno alzare tutti in piedi sul divano [ride]
50 domande | Andrea Pasqualon22) Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?
Le cenette che mi prepara la mia fidanzata. Lei è molto brava ai fornelli, ma anche io… a tavola! [ride]

23) Meglio un film al cinema o una serata sul divano davanti alla TV?
La seconda opzione mi piace di più: riesco a sdraiarmi come voglio io.

24) Il tuo drink preferito?
La birra.

25) Il compagno più simpatico con il quale hai condiviso una fuga?
Sinceramente non mi ricordo questo particolare. Comunque mi trovo bene con qualsiasi compagno. Pur che tiri e che io rimanga a ruota per poi batterlo in volata! [ride]

26) Il sacrificio più grande che hai fatto?
Non deve esistere sacrificio: se un cosa ti piace e la fai con amore, anche una rinuncia può diventare un piacere.

27) C’è un oggetto o un portafortuna dal quale non ti separi mai?
No, nessun oggetto particolare.

28) Cosa mangi a colazione?
Dipende tanto dal tipo di allenamento o dalla gara che ho in programma. Comunque le cose che non mancano mai sono l’uovo, il prosciutto e la marmellata. Quest’ultima, ogni tanto, la sostituisco con la nocciolata per addolcirmi un pochino. Poi il tè verde, il latte di soia o riso con cereali integrali o al mais. E un ultima cosa che mi piace aggiungere è la ricotta con il miele.

29) Che cosa ti entusiasma al di fuori dello sport?
Mi piace molto andare a caccia. Uccidere meno. Ma solo il semplice fatto di uscire in mezzo alla natura con i segugi miei e di mio papà Ennio mi entusiasma molto.

30) Che cosa ti fa arrabbiare?
Le persone che arrivano in ritardo agli appuntamenti.

31) Un aperitivo con un campione del passato: chi sceglieresti?
Marco Pantani perchè mi ha fatto innamorare del ciclismo con le sue imprese.

32) Cosa pensi che serva oggi al ciclismo professionistico?
Sicuramente la nascita di nuovi team. In questi ultimi anni, con la crisi che ci ha colpiti, molte squadre hanno chiuso oppure si sono fuse una con l’altra e questo ha portato ad una grande perdita di contratti, anche per corridori di un certo livello.

33) Questo sport si è rivelato quello che hai sempre sognato prima di diventare pro, o in qualche modo hai cambiato la visione delle cose?
No, assolutamente. Sapevo già a cosa andavo incontro. Ho iniziato a sognare di diventare un professionista in tarda età per cui avevo già con una certa visione di questo sport.

34) Qualcuno dice che il ciclismo ha i tifosi migliori del mondo. E’ vero?
Io penso che sia uno dei pochi sport al mondo in cui i tifosi fanno il tifo, oltre che per il singolo atleta, anche per tutto il gruppo. Per esempio, nel calcio c’è un divario enorme tra una squadra ed un’altra: cosa che nel ciclismo non esiste o per lo meno relativamente.
50 domande | Andrea Pasqualon35) Se fossi un DS, su quale ciclista italiano scommetteresti?
Su me stesso in quanto sono convinto dei mezzi che possiedo. Altrimenti non sarei qui a correre.

36) Testa, gambe, cuore: in quale percentuale servono?
Al primo posto la testa, al secondo le gambe e al terzo il cuore. Ma senza una di queste tre opzioni non si diventa corridore.

37) Salute, amore, successo: in quale ordine?
Proprio in questo ordine, direi. Il successo è una conseguenza che viene quando si sta bene e si vuole qualcosa con tanto amore e gratitudine.

38) Di solito chi è il tuo compagno di camera durante le trasferte?
Un certo austriaco ma che parla veneto…Quindi uno dei nostri [ride]. Lui è Matthias Krizek, un ragazzo davvero simpatico e intelligente con il quale mi trovo proprio bene.

39) Cos’è il coraggio?
Il coraggio in una persona è molto importante perchè porta l’essere umano a superare le proprie paure. E ditemi voi quale uomo al mondo non abbia un minimo di paura…

40) E la fiducia?
La fiducia è un altro elemento importantissimo per eccellere non solo nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni. Produce quella sicurezza che a noi atleti serve per vincere. Senza fiducia verso gli altri e verso se stessi non si va da nessuna parte.

41) Un proposito che non hai mantenuto?
Se faccio una promessa è perchè sono certo di poterla mantenere, altrimenti non la farei. Comunque non mi sbilancio mai troppo in modo da non fare mai una brutta figura.

42) E uno che credi di poter mantenere?
E’ troppo personale, preferisco tenerlo per me.

43) La critica più costruttiva che hai ricevuto?
Un direttore sportivo un giorno mi disse: “Non sei ne carne ne pesce.” Ero diventato troppo magro e non andavo più in volata cosa che non mi permetteva di vincere le corse. Da quel giorno ho cambiato il tipo di allenamento concentrandomi più su allenamenti di potenza e di esplosività. Ora sono molto più competitivo.

44) Il complimento più incoraggiante che ti hanno fatto?
Un giorno mia mamma mi disse: “Bravo Andrea! Con la tua tenacia hai realizzato il sogno che avevi fin da quando eri bambino…Quello di diventare un atleta.”

45) In che cosa credi?
Credo nel Signore, ho molta fede in Lui. Ciò che ci viene donato deve essere accolto con Gioia e Amore.

46) Chi sogni di poter battere in volata?
Ora come ora il Campione del Mondo Peter Sagan: un vero fenomeno del pedale.

47) Se un giorno dovessi avere un figlio, te lo immagini ciclista o sciatore?
Me lo immagino sportivo in quanto lo sport aiuta molto a crescere e ad educare. Starà a lui scoprire la sua strada, io gli darò solo le basi.

48) Qual è il primo consiglio che gli daresti?
Di avere tanta fede.

49) Un progetto ambizioso per il tuo futuro?
Di entrare in un grande Team World Tour e finalmente avere la possibilità di correre il Giro D’Italia.

50) Tre canzoni per la colonna sonora di questa stagione? Zombie dei Cranberries una canzone che mi ha sempre dato tanta carica. Faded di Alan Walker per sentirla a tutto volume. Miracle di Julian Perretta una nuova hit che non finirei mai di ascoltare.


Seguitelo su:
♦ Facebook
♦ Twitter [@AndreaPasqualon]
♦ Instagram [@andreapasqualon]

 

Annunci
Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...