Il lago luccica di verde e di azzurro. Sembra domenica. Penso alla lettera che un giorno scriverò per ringraziare. Quanto sarà lunga? Molto, penso. Qualche parola l’ho in testa, mi immagino di leggerla. Ogni singola cosa è servita, nessuna lezione poteva essere evitata.
Sarà un foglio fitto, scritto in una notte, ma verrà letto di giorno, mentre da una vetrata entrerà un raggio di sole.

Oramai, in questo ciclismo moderno, la fuga è diventato l’elogio dell’impossibile: chilometri fuori al vento, ad ammazzarsi di cambi, fritti dal sole di giugno. Una corsa contro gli dei dell’olimpo in cui venire poi inesorabilmente schiacciati. Ma loro lo sanno che a volte bisogna prima dare tutto e poi – eventualmente – chiedersi il perché. Questa non è la tattica, è distruggersi per redimersi, è sentire che il corpo è al limite e sapere che puoi andare oltre. Consumarsi per quella possibilità. I minuti che si dimezzano, il vantaggio che diventa il filo di una ragnatela di ragno con le prime luci dell’alba: si piega fino quasi a spezzarsi. Ma loro sono lì ancora. Al ciclismo piace il Barocco, luci, ombre, teatralità e l’impatto emotivo che riesce a creare lì, in noi, nei nostri cuori increduli che assistiamo al ribaltamento della scena, a quello che abbiamo sempre voluto vedere, esattamente davanti ai nostri occhi. Tutto il nostro immaginario in pochi minuti. 

Abbiamo implorato per l’intensità ed è giunta.

Guardo il vincitore mentre si butta a terra. Lo vedo trangugiare in un colpo l’acqua gelata dalla bottiglietta, tutta giù per la gola come chi è stato un mese nel deserto in preda alle allucinazioni. Mi sento quasi male per lui ma lo capisco più di quanto creda. In fondo, così è questo tipo di sete che ci consuma. Ma oggi sembra domenica perché possiamo pensare alla pace di quella notte in cui ci sveglieremo e saremo sicuri di avere la nostra bottiglia per placarla. 

Delle due galassie, ne è stata fatta una sola.

60 milioni di anni luce da qui, due Galassie - la NGC 4038 e la NGC 4039 - si stanno lentamente scontrando dando vita a innumerevoli nuove stelle. Le loro forme distese assomigliano a pennellate cosmiche che disegnano un cuore, modellato dalla gravità mentre tutto viene dipinto in qualcosa di nuovo. Col tempo, queste due galassie diventeranno una. 
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Posted by:Miriam

Sono nata in Brianza in una calda notte di luglio. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013, "La menta e il fiume" nel 2015 e "Come un rock" nel 2019. Mi piacciono i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

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