C’è questo rapporto intimo e intenso tra il corpo e la bicicletta che il ciclismo, ogni volta, con ogni mezzo, cerca di spiegare. Il corpo è la benzina della bici, come lo è della vita. E i ciclisti, forse, sentono tutte le vibrazioni dei loro muscoli, una per una, per questa abitudine che hanno ad ascoltarsi. Tutto deve essere sotto controllo perché in bicicletta vince l’armonia dell’imperfezione.

L’atassia di Friedreich è una malattia degenerativa del sistema nervoso e provoca mancanza di coordinazione nei movimenti. Non esiste, ad oggi, una terapia risolutiva. Forse chi crede che il ciclismo non c’entri niente con queste cose si sbaglia. “Beneficenza” si dice. Ma a me non è mai piaciuta questa parola. E’ vuota, triste, fredda, come tante parole che abbiamo usato troppo e a sproposito. Bisognerebbe coniarne una nuova che possa esprimere cosa vuol dire accorgersi di avere avuto un regalo importante dalla vita e, in qualche modo, volerlo ripagare.
Per questo nascono iniziative come “Per la ricerca, pedala insieme a noi”. Questo fine settimana al circolo surf di Torbole (TN) ci sarà un’esposizione di cicli e moto d’epoca con la speciale partecipazione della bicicletta di Daniel Oss (BMC) per aiutare il comitato Rudi Onlus GoFar che promuove la ricerca di una cura contro l’atassia di Friedreich. Un’iniziativa partita l’anno scorso anche dalla volontà di Daniel Oss che, incontrando un ragazzo affetto da questa rara patologia, ha voluto impegnarsi in prima persona. “A volte diamo tutto per scontato” aveva scritto sul suo sito web, “a volte tutto ci sembra dovuto, a volte semplicemente non ci pensiamo o facciamo finta di niente.Crediamo di sapere tutto, di avere il quadro completo del mondo e di come funziona. Il mio infortunio al ginocchio mi è sembrato così stupido e insignificante. Le mie delusioni e vittorie ciclistiche, o le mie fatiche sono sembrate misere nullità.

La bicicletta e la sua legge di strada insegnano che quando un compagno è in difficoltà gli si passa la borraccia, ci si prende un po’ di vento in faccia per farlo riposare. E anche nella vita, anche se, a volte, ce ne dimentichiamo valgono le stesse regole del gruppo.
Torbole si accoccola sulle rive di uno dei laghi più belli d’Italia e vale la pena, sabato o domenica, farci una gita. Respirare l’aria dolce e un po’ fredda di dicembre sulla spiaggia deserta e entrare a fare un giro in questa mostra. Se non altro per dire che anche se imperfetta, quando la vita ci viene data a piene mani, bisogna restituirla, almeno un po’. Goccia per goccia, magari. Ma bisogna

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Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

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