Io dal passo del Pordoi
chiudo gli occhi e vedo il mare.

Stadio

 

Questo è un viaggio libero e disordinato in uno sport dalle mille vite. Un diario beat scritto senza filtri, ispirato dai chilometri percorsi ad inseguire una corsa.

PERCHE’ “E MI ALZO SUI PEDALI”.
Una canzone degli Stadio dedicata a Marco Pantani. Perchè a pensarci, ho un primo ricordo del ciclismo ed è mio fratello che nel 1998 aveva due anni e si faceva mettere in testa una bandana gridando per la casa “W Pantani”. Lui è stato semplicemente il primo vero corridore per cui ho fatto il tifo.
Su Marco sono state dette tante cose ma rimarrà sempre uno dei miei eroi. E gli eroi che avevamo da piccoli non muoiono mai.
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#LIVETHERACE
Un mantra. Perchè una corsa è molto più di un passaggio. E’ i luoghi che attraversa, la gente che incontra, il cibo, il vino che la accompagna. I riti di uno sport che è quasi una religione, le sfumature di tutte le storie che vogliono essere raccontate. Vivere tutto, fino all’ultima goccia. Viverlo insieme.

 

 

7 risposte a "Cos’é “E mi alzo sui pedali…”"

  1. Benvenuta in rete, in bocca al lupo per il tuo blog (alla faccia di chi dice che i blog stanno scomparendo) e la tua passione per il pedale!

  2. Sarà veramente un piacere seguire il tuo blog. Riesci a trasformare un evento ciclistico in romanzo, mixando perfettamente la storia di un atleta che pedala con quello che gli pensa la testa mentre compie il gesto.

  3. Ciao !!! Bellissimo racconto “nel bosco incantato di Esanatoglia”, scorazzo in quei posti da appena ho iniziato a camminare, posti sperduti, dimenticati dai più che sono andati a cercare “fortuna” altrove… solo una persona sensibile poteva cogliere l’essenza di quei boschi, grazie per quello che hai scritto…nei ritagli di tempo ora so che fare, leggere i tuoi racconti !!! 🙂

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