Taylor Phinney ha ventun anni, è americano, figlio “d’arte” e vive in Italia. Parla la nostra lingua e il dialetto veneto, gli piace la pizza, quella autentica, di casa nostra, che non si trova facilmente nel resto del mondo. E, oggi, il tempo gli è stato amico più che mai, ha realizzato il suo sogno della vigilia ed è stato il primo ad indossare la maglia rosa del Giro 2012.

Taylor l’aveva già detto, prima della partenza, che la maglia rosa, per lui, che ha l’Italia dentro, è sempre stata un sogno. Un sogno perfino quando era sui campi da calcio, a testimoniare che, in fondo, è il cuore che comanda. E sembra facile dire che oggi questo ragazzo ce l’ha fatta, sembra facile, quando si vince. Sembra facile quando lo vediamo in televisione, sul podio. Ma tutti sappiamo che dietro i sogni ci vuole la determinazione per realizzarli e la forza di saltare gli ostacoli, più a piedi pari possibile. Tutti sappiamo che i sacrifici e il sudore costruiscono le vittorie più belle. “Nell’ultimo tratto non sentivo più niente. Solo le gambe che mi facevano male” ha detto Taylor, al suo arrivo. “Ma è questo il bello del ciclismo.” Sono questi gli scherzi dell’emozione, della fatica e della tensione, perché era quasi impossibile, su quegli ultimi metri non sentire le urla e il calore del pubblico. Che non è italiano ma si è tinto di rosa per salutare il Giro, il nostro Giro che porta la festa, anche fuori dai confini. Un pubblico che ha seguito la cronometro fino all’ultimo secondo, per vedere se qualcuno osasse mettersi tra Taylor Phinney e il suo sogno, se qualcuno potesse menare le gambe come lui, oltre i cinquanta chilometri orari. Un treno rosso verso la vittoria. Una vittoria giovane, per dire alla società di oggi che sognare non è passato di moda, che i ragazzi hanno ancora ideali in cui credere. Una vittoria accarezzata, come dice lui, per molte sere, prima di addormentarsi. Questa sera non sarà come le altre, per Taylor, perchè non c’è niente di meglio che chiudere gli occhi e dirsi, prima del sonno, che il sogno non c’è più perché è divenuto reale.

 

Annunci
Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...