Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste”. Così diceva Mario Ferretti, aprendo la radiocronaca di una tappa del Giro d’Italia del 1949. Quell’uomo era Fausto Coppi. E anche oggi, in maglia bianco celeste della Colnago, su una salita che non era mai entrata nel calendario delle corse professioniste, Domenico Pozzovivo è rimasto solo, al comando, fino al traguardo. Punta Veleno si è arresa sotto il suo passo.

Già dalla tappa di ieri, il giovane lucano aveva tentato di raggiungere i fuggitivi e si era capito quanto ci tenesse a dire la sua. Oggi il percorso chiamava a sé tutti gli scalatori e i primi chilometri erano tesi nel pensiero tremendo della salita che porta su, a Punta Veleno. Un nome infido, nuovo, che fa paura. Una strada stretta, a tratti dissestata perché poco battuta, tra gli alberi fitti. Lo storico patron del Giro d’Italia Torriani, scoprendola, decise addirittura che non l’avrebbe mai inserita nel percorso di una tappa proprio per l’asprezza di quegli strappi. Domenico Pozzovivo la conosce già, si è già allenato su queste pendenze: sa che, in alcuni punti, arrivano fino al 20%. Sa che gli ultimi tornanti sono massacranti e bisogna pedalare per stare in sella, tanto tira l’asfalto. Sa che è importante stare davanti all’imbocco della salita. Ma non basta perché, sfortunatamente, rimane indietro: in testa ci sono gli uomini della Liquigas e dell’Acqua & Sapone che fanno l’andatura. Si va forte da subito, si vuole fare presto selezione, e dopo che, in un brutto tratto, Agnoli e Di Luca sbagliano strada, pregiudicandosi la tappa, il gruppo si diluisce. Le smorfie di fatica segnano i volti, il sudore lucida i corpi infreddoliti e Pozzovivo resuscita. Si affianca al gruppo ed è in progressione. Si stacca e porta con sé un determinato Damiano Cunego, un coraggioso Sylvester Schmitd e un legnoso Roman Kreuzinger che, probabilmente, ha montato il cambio sbagliato. Il veronese della Lampre e il polacco della Liquigas stanno a ruota di Pozzovivo che è lucido, non si alza mai sui pedali, e ha una progressione incredibile. Quelli che avevano tenuto duro con lui si staccano, Domenico riesce ad accumulare secondi ed è solo. Schmidt che è rimasto indietro ma che non ha avuto segni di cedimento, lo vede a tratti. Le curve lo nascondono alla sua vista fino a che, davvero, lo scalatore della Colnago rimane da solo. Da solo continua il suo attacco a Punta Veleno e sembra non aver paura quando le sue ruote si aggrappano all’asfalto degli ultimi tornanti: i più tremendi. Domenico Pozzovivo sale agile, è nel suo territorio naturale. Non teme la salita ma la discesa. E’ per questo che, dopo aver superato il G.P.M., si lancia verso il traguardo, rilanciando sempre l’andatura dopo le curve. Vuole prendersi questa vittoria a tutti i costi, non vuole rischiare.

E’ così che un ragazzo di Policoro, vestito in maglia bianco celeste arriva sul traguardo di Prada, dopo essersi “bevuto” Punta Veleno, con apparente facilità. Esulta e prende in prestito il gesto del calciatore Sebastian Giovinco: la mano sinistra con l’indice, il medio e l’anulare abbassati. Il perché lo spiega lui stesso, all’arrivo: “Siamo tutti e due piccoli e grintosi.” Ci piace pensare al fatto che quel gesto accomuni due mondi così diversi come il ciclismo e il calcio che, spesso, tra loro, non vanno proprio d’accordo. Ci piace pensare che quel gesto voglia dire che, oggi, Domenico Pozzovivo era veramente una spanna sopra gli altri. E che l’altezza, in coloro che sono capaci di queste azioni, non si misura in centimetri o in spanne ma in coraggio.

 

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Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

2 replies on “Domenico Pozzovivo a Punta Veleno: una spanna sopra gli altri.

  1. Reportage come questi esaltano l’impresa e ci rendono orgogliosi di aver puntato…su Punta Veleno! Il Sindaco di Brenzone sul Garda

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