Ieri, a Cantù (Como), il Club Ciclistico Canturino ha festeggiato i suoi centodieci anni. E, nell’aria, c’era un clima che profumava di passato misto al presente. Un’insieme di ricordi che hanno accumunato il canturino per generazioni, che l’hanno fatto diventare una grande famiglia con la passione per la bicicletta.

Nella sala della BCC, dove si è svolta la serata, oltre alle nuove divise erano esposte alcune maglie storiche. Mi piace vedere le maglie incorniciate. Mi piacciono più dei discorsi, dei gagliardetti, delle medaglie, dei trofei. Mi sono fermata a guardarne una, una di quelle che usavano una volta: di lana, pesanti, senza nessuno sponsor, solo con lo stemma dell’aquila sulla ruota e la scritta del Club. Ho guardato la targhetta dorata ed era datata millenovecentodue. Quanta storia si porta dietro quella maglia? La fatica, il sudore, il freddo, di chi la indossava? A volte gli oggetti parlano e, con un po’ di immaginazione, ci si può anche commuovere pensando a quanti giovani ha visto crescere questa squadra, a quanti ragazzetti ha tirato in piedi a suon di scappellotti e di carezze.

Qualcuno ha pensato bene di usare la bicicletta per spiegare l’esistenza” dice il parroco che apre la serata con la benedizione. Credo non ci sia esempio più calzante per far capire ai ragazzi le salite e le cadute della vita. Sì perché, nel ciclismo, si impara da subito ad accettare le batoste e a superare le umiliazioni. Ed è per questo che è uno sport educativo e sano, come ha affermato il sindaco di Cantù, presente, accanto al Presidente dello storico Club Flavio Spinelli e all’ospite d’onore, il Presidente FCI Renato Di Rocco. Proprio quest’ultimo ha ricordato l’importanza del fatto che squadre come il C.C. Canturino continuino nella loro opera, nella loro vocazione di mettere i ragazzi sulla bicicletta, di portarli alle gare, di farli diventare i campioni di domani. Perché è questo che fanno le famiglie: crescono, educano, preparano alla vita.

Allora tanti auguri, Canturino! Centodieci di questi anni!

 

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Posted by:Miriam

Nata in Brianza, una calda notte di luglio del 1991. Scrivo da quando avevo quattordici anni e nel 2012 ho cominciato questo viaggio che si chiama "E mi alzo sui pedali". Ho pubblicato "Voci di Cicala" nel 2013 e "La menta e il fiume" nel 2015. Mi piace l'estate, i papaveri, il profumo delle foglie di menta e la ninnananna della risacca del lago. A volte scrivo con gli occhi chiusi.

One thought on “C.C. Canturino: centodieci primavere e non sentirle!

  1. bellissime le tue parole……GRAZIE….non riesco a dire altro….solo certe persone mantengono quella sensibilita’ capace di trasmettere emozioni con le parole…ciao e BRAVISSIMA

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